L'estate non deve essere perfetta: vivere senza
confrontarsi continuamente
L'estate arriva con il sole, le giornate lunghe e una strana promessa: adesso dovremmo stare tutti meglio. Dovremmo viaggiare, divertirci, essere leggeri, avere fotografie belle da mostrare. E se non succede, possiamo sentirci quasi fuori posto.
Il problema non e' l'estate. Sono le aspettative che le mettiamo addosso. Pensiamo che una vacanza debba ripagare mesi di fatica, che ogni fine settimana debba essere speciale, che gli altri stiano vivendo meglio di noi. Poi apriamo i social e troviamo spiagge, sorrisi e tramonti. Nessuno pubblica facilmente il viaggio stancante, la discussione, la noia o la giornata storta.
Confrontiamo quindi la nostra vita intera con una selezione della vita degli altri. E quasi sempre perdiamo. Non perche' la nostra vita sia peggiore, ma perche' il confronto e' costruito male.
L'estate non deve essere perfetta. Puo' essere vera. Puo' contenere una giornata bellissima e una noiosa, una partenza e un pomeriggio a casa, una cena in compagnia e il bisogno di restare soli. Non dobbiamo superare un esame di felicita'.
Una domanda utile e': se non dovessi mostrare questa estate a nessuno, che cosa sceglierei? Forse una passeggiata invece di un evento, un luogo vicino invece di un viaggio costoso, una persona con cui parlare davvero invece di un gruppo numeroso. La risposta ci riporta ai nostri bisogni.
Anche Camminando con un Coach parte da qui. Il cammino non deve essere spettacolare. Un sentiero semplice o una passeggiata sul Lago di Garda possono diventare importanti se ci permettono di tornare presenti. Il valore non sta nella fotografia, ma in quello che succede dentro di noi mentre camminiamo.
Possiamo provare un piccolo esercizio: scegliamo un momento estivo che non pubblicheremo. Viviamolo senza preparare la fotografia, senza controllare chi lo vedra', senza trasformarlo in una prova. Un caffe', un bagno, una camminata, una conversazione. Un momento solo nostro.
La felicita' non cresce perche' sembra perfetta agli altri. Cresce quando l'esperienza assomiglia davvero a cio' di cui abbiamo bisogno. Questa estate non deve diventare migliore di quella degli altri. Deve diventare un po' piu' nostra.
Loris Bonomi
Riflessione psicologica finale
La teoria del confronto sociale spiega che valutiamo noi stessi anche osservando gli altri. Nei social, pero', il confronto avviene spesso con contenuti selezionati e idealizzati. Questo puo' produrre una percezione distorta della propria esperienza e incidere sull'autostima.
Lo studio di Vogel e colleghi ha mostrato un'associazione tra maggiore esposizione al confronto sociale online e minore autostima. Non significa che i social siano sempre dannosi, ma che il modo in cui li utilizziamo e il significato che attribuiamo ai contenuti sono importanti.
Riportare l'attenzione sui propri bisogni, limitare il confronto automatico e scegliere esperienze coerenti con i propri valori permette di vivere l'estate con maggiore autenticita'.
Fonte: Vogel et al. (2014), *Social Comparison, Social Media, and Self-Esteem*.
Cammina con me: www.camminandoconuncoach.it
